Note di cinema dal deserto – “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti (2016)

Impeccabile, come al solito…

Tucobenedictopacificojuanmariaramirez's Blog

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Questa storia, con tutte le debite e necessarie distinzioni, mi pare di averla già sentita.

C’è un genere cinematografico prettamente targato Usa in debito d’ossigeno, che inizia a faticare ed annoiare (anche se a livello commerciale “tira” ancora), vittima di se stesso e sempre più senza idee in grado di coinvolgere veramente, fotocopia che, eccetto qualche raro caso, non appassiona più.

Quando tutto sembra perduto, però, ecco il barlume di luce che arriva da dove non ti aspetti, la speranza del ritorno ai fasti che viene dall’outsider, da una cartolina scritta a penna che dice “Europa – Italia – Roma, quartiere di Tor Bella Monaca”.

Sicuramente un luogo poco avvezzo a trattare i supereroi sul grande schermo.

Come non era avvezzo a trattare il grande cinema western ai tempi di Sergio Leone, anno domini 1964. Ma come detto in avvio si tratta di un’altra storia.

Questa di Lo…

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Le olive di mamma

Una splendida esegesi escatologica dell’Oliva Ascolana che condivido e sottoscrivo!

peteau.it

olive

Recentemente un caro amico di Bologna con una sua osservazione mi ha fatto ragionare su una specie di classifica di prelibatezza delle olive all’ascolana. Ci chiedevamo se uno che viene da fuori Ascoli è sempre in grado di apprezzare le differenze tra oliva e oliva. Ho sempre avuto questo dubbio, al quale ho dato la mia personale (ma istintiva) risposta. Ragioniamoci su.

Come sappiamo tutti, non esistendo per le olive all’ascolana un disciplinare DOC ma solo un generico DOP, non si ha la ricetta unica e cristallizzata (e per fortuna, mi verrebbe da dire), quindi è lecito aspettarsi una variabilità anche abbastanza netta tra ricetta e ricetta da parte delle massaie ascolane. Un esempio è nel mix delle carni da mettere dentro, ove la percentuale del pollo (per chi non lo esclude addirittura) varia moltissimo da famiglia a famiglia. Per non parlare di ingredienti “osceni” ma obiettivamente molto ben integrabili…

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Apple iOS 7

Mi ci è voluto un po’ per capire davvero cosa penso del nuovissimo iOS 7, ho dovuto condividere impressioni con un po’ di amici in rete e dal vivo per poi finalmente capire…
Non stupisce. Non esalta. Non ho la morbosa necessità di averlo e provarlo…
Ignoriamo per un attimo l’interfaccia flat, cosa resta?
Si scopiazza, un po’ dai concorrenti, un po’ da cydia, ma la sostanza? Dov’è quella meravigliosa trovata che adesso che so che esiste non posso più farne a meno?
Come faccio a farmi tentare da un aggiornamento instabile e precario ma che non posso non fare?!

La metafora che più si avvicina a quel che penso è questa: avete presente quando su quattroruote mostrano le foto rubate di qualche macchina nuova in giro per le strade, piena di placche nere di plastica e nastro isolante per non svelare la vera linea e farla assomigliare in brutto al vecchio modello? Ecco, questo vorrei che fosse iOS7 presentato ieri…
Vorrei tanto che fosse l’ultima geniale trovata marketing della Apple… “Pensavate di aver visto davvero iOS 7? Beh, abbiamo scherzato! Serviva per dare qualcosa agli sviluppatori, ma la verità arriverà tra qualche giorno… Oppure ad ottobre!!!”
Vorrei… È invece temo che sia tutto qui… Qualche shortcut, un paio di icone piatte, gli sfondi animati…

Bah…
Più che l’emozione del regalo di natale, ultimamente Apple mi esalta quanto il pigiama di flanella della zia per il compleanno… Cambia la fantasia, ma sempre pigiama di flanella è…

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L’Italia, un paese condizionato dai ricattatori

Che dire? …condivido, tutto!
Qui di seguito il link all’articolo completo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/02/camilleri-costituzione-mandata-in-vacca-siamo-paese-in-mano-ai-ricattatori/613555/