L’acquafrescaia


Ci sono luoghi magici a Napoli rimasti immutati nel tempo che raccontano di usanze ancestrali. Uno di questi è in piazza Trento e Trieste, poco distante dal pomposo caffè Gambrinus che trabocca di camerieri in livrea e turisti desiderosi di fotografarsi tra gli stucchi delle sale da tè e le vetrine stracolme di perversioni dolciarie.
È un piccolo bancone che si affaccia da un’apertura affianco di una chiesa sulla piazza adiacente alla galleria Umberto I e al teatro S. Carlo, aperto fino a tardi e gestito da una famiglia che di generazione in generazione si tramanda una ricetta semplice e gratificante…
L’acquafrescaia Clorinda: sul piano di marmo limoni, bicchieri di vetro e un vecchio spremi agrumi.
Il segreto, si sa, è nella materia prima… i limoni di napoli sono difficili da eguagliare… ma non basta! È il rito che ormai si ripete ogni quindici giorni per l’equipaggio della Dario4 il sabato sera che fa di questa semplice bevanda un nettare ristoratore ed irrinunciabile dopo l’abbondante cena. Gli ingredienti? una “premuta” di limone, acqua sulfurea e una punta di bicarbonato per l’effetto scenico dell’effervescenza che, nel progere il bicchiere, fa dire alla nostra ospite: ‘rrapret’ ‘e coss’!

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