Magari fosse ignoranza…

Un’altra pietra miliare è stata posata lungo il dorato cammino dell’amministrazione comunale della mia città: splendido esempio di ignoranza al potere…
Anzi, no!
Non credo si possa parlare di ignoranza.
L’ignoranza scagiona, di fatto, l’ignorante… Lui “ignora”, dunque è inconsapevole delle sue azioni e di quello che esse provocano… Al limite il problema sarebbe di chi ha pensato bene di lasciare che l’ignoranza finisse a ricoprire certe cariche (altro problema che pure c’è, vero “compagni” che per interesse avete fatto perdere il vostro stesso candidato?) No, la questione è un’altra: oggi, sempre di più, è proprio la consapevolezza il problema!

Si, perché altrimenti come si può celebrare con un’inaugurazione la realizzazione di un obbrobrio inutile, realizzato senza ritegno in barba ad ogni regola di decoro urbano?
È la consapevolezza di poter fare qualunque cosa che permette a certa gente di sentirsi in diritto di scavare una collina verde, zona archeologica del centro storico, per edificare un muro di cemento armato a sostegno di una manciata di parcheggi, solo perché un contratto folle e dissennato lega mani e piedi un’intera amministrazione comunale ad una società privata che gestisce posti auto a pagamento…

via Colombo, centro storico e zona archeologica...

E dunque via alle celebrazioni!
Festeggiamo l’ennesima dimostrazione di gretta onnipotenza e possibilmente facciamola passare come “un’opera che nasce dalla sinergia finanziaria di Governo, Regione e Comune e si completa grazie alla stretta collaborazione tra i nostri tecnici, l’impresa che si è aggiudicata i lavori e l’impresa che ha curato la parte degli scavi sotto la supervisione della Soprintendenza” (vedi PicenoOggi).

Questo, come molte altre pregevoli dimostrazioni di conduzione illuminata della cosa pubblica, è un altro macigno che dovrebbe pesare sulle schiene di tutti quelli che per interesse, potere, denaro, clientela hanno consapevolmente e proditoriamente permesso che le cose andassero così. Sono schiene di tutti i colori e di tutte le “caste”, che per loro fortuna e nostra sciagura non sentono minimamente il peso di tutte le nefandezze passate e di quelle già in cantiere… Infondo, basta chiudere tutto infondo al bagagliaio di un macchinone appariscente e darsi una spolverata alla giacca, sfoggiando un sorriso rassicurante…

Aggiornamento:
Purtroppo, poche ore dopo aver scritto questo post, leggo quest’altro su SiAmoAscoli

Un restauro per bomboniera…

Tutti abbiamo un cassetto, un ripostiglio, un anfratto dove vengono occultati quei curiosi e strampalati oggetti che, anche il più sobrio degli amici, ti rifila come bomboniera sapendo bene pure lui che tanto la fine sarà la stessa che tocca a quelle che vengono propinate a lui!

I più coraggiosi le tengono intatte si e no nel viaggio fino a casa, poi niente cassetto: via nella differenziata! E allora le ali del putto-acrobata insieme a carta e cartone, le proboscidi dell’elefantino porta-fortuna nella plastica, le pile della papa-mobile-posacenere nel raccoglitore del negozio sottocasa, la colomba imbalsamata… beh, quella proprio non lo so…

Ci sono quelli (le mogli, di solito) che sequestrano il tremendo manufatto per nasconderlo prima dello scempio e lo tengono segretamente per giorni, mesi, anni, per poterlo ostentare quando arriva la sposa che te l’ha regalato a prendere un caffè (sulla carta, ma in realtà per vedere che fine ha fatto la sua bomboniera…). E allora torni dall’ufficio e trovi in salotto lo gnù-appendiabiti che fa bella mostra di se, o in sala da pranzo quel delizioso armadillo-della-prosperità che speravi estinto o in bagno la tavoletta del cesso con la foto della sposa che ti ricorda di prendere bene la mira…

Poi, rarissimamente, qualcuno ha una buona idea: è il caso di due sposi ascolani, architetti entrambi, che hanno pensato bene di investire i loro soldi in maniera intelligente, contribuendo al restauro di una delle chiese danneggiate dal terremoto dell’Aquila.

Bravi!

Fonte: Resto del Carlino

…l’architetta si da da fare…

beh, che vogliamo dire? non sarà il caso che lo andiamo a vedere finito? quando è pronto io ci voglio andare a dormire…

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