L’Albaicyn, la Cartuja e la Cattedrale


Oggi ci si dedica al giro nel quartiere piu’ vecchio di Granada, bellissimo dedalo di stradine sull’altura difronte all’Alhambra, a cui si arriva dalla plaza nueva camminando lungo un passeggio che costeggia un torrente: l’Albaicyn. La guida consiglia di tenere gli occhi aperti e la borsa ben stretta, ma a dire il vero a passeggio con noi c’e’ talmente tanta gente che non mi sembra proprio di doversi preoccupare di scippi… L’obiettivo e’ raggiungere il “Mirador de S. Nicolas”, una piazzetta con una terrazza che pare sia la miglior veduta dell’Alhambra di tutta Granada, dato che (se il cielo fosse limpido e non stessimo precisi contro sole) si vede anche lo splendido sfondo della Sierra Nevada!
Durante la salita incontriamo dei ragazzi toscani, anche loro decisi a raggiungere il belvedere e, chiacchierando, raggiungiamo (faticosissimamente) la meta assieme. La vista effettivamente e’ stupenda, ma le foto non mi soddisfano proprio, visto che il controsole le appanna un po’ e toglie i meravigliosi colori del verde degli alberi e del rosso dei mattoni… Ma meglio che niente!
Come se il giro non fosse abbastanza, con un taxi ci dirigiamo alla Cartuja, un monastero domenicano fuori citta’ che merita di essere visto per il delirio Barocco dei suoi interni… Dopo la visita ci si sente completamente ubriachi di volte, volute, riccioli, oro, argento, travertino lavorato come burro o panna montata, tendaggi, drappeggi… All’uscita bisogna sedersi un attimo, aspettare che smetta di girare la testa per il vuoto siderale che ti colpisce nel mondo esterno, ricordarsi che esistono anche linee rette e muri lisci e cieli azzurri senza putti e angioletti chiatti e boccoluti, e a quel punto si puo’ andar via…
Il pomeriggio lo dedichiamo alla Cattedrale e alla Capilla Real, che meriterebbero racconti dettagliati e foto (che ho fatto) da mostrare…

Il fatto e’ che rischierei di rompere le scatole piu’ del dovuto e di farmi dire che faccio concorrenza alla Lonely Planet, percio’ non racconto un fiko secco ma spero che vi capiti di vederla perche’ e’ qualcosa di affascinante.
Per tutto il resto della giornata compere in un negozio di spezie che ci avvolge e ci ammalia con profumi orientali… I fortunati che si beccheranno la nostra CENA SPAGNOLA, forse, potranno assaggiare il guduriosissimo zafferano… FORSE!

Le meraviglie di Granada


Il giro per l’Ahlambra e’ inimmaginabile!
C’e’ troppo da vedere e da vivere perche’ possa raccontarlo… Palazzi, stanze dai soffitti ad uncinetto, portici, specchi d’acqua, piante di ogni genere e giardini meravigliosi dove perdersi in uno splendido caldo settembrino. E poi torri fortificate, segrete e quel curioso cubone che e’ il palazzo di Carlo V.
Dopo una giornata cosi’ c’e’ bisogno di una serata tranquillissima, ma visto che il tenerissimo albergo non serve nulla a cena siamo costretti a scendere in citta’ col solito folle pulmino a velocita’ supersonica e ci ritroviamo quasi catapultati sulle sedie di un posto dall’aria troppo “chulla” per essere attendibile, ma ormai il dado e’ tratto…
Cena non delle migliori, ma almeno siamo in Plaza Nueva e lo scenario ci ripaga.

Visita all’Alhambra


La colazione sara’ anche una porcheria tremenda, ma non e’ splendido questo patio interno? Anche se il latte e’ a lunga conservazione, il caffe’ una broda primordiale, il cornetto una porcata semisalata e unticcia, lo yogurt una specie di caciotta moscia scaduta… Ma chissenefrega! 🙂
Stamattina la sveglia e’ prestissimo perche’ dobbiamo andare in biglietteria a cambiare i biglietti prenotati per la visita dell’Alhambra, cosi’ approfittiamo per fare la camminata di buon’ora in un’atmosfera irreale, lungo mura di palazzi arabi e porte a punta come nelle favole delle mille e una notte…

VI ACCONTENTATE? IL RESTO IN SEGUITO…

La Granada di notte…


Dall’Ahlambra si scende con un pulmino che, a velocita’ supersonica, si lancia per le intricate stradine del centro e, saltando sui sampietrini, schivando vecchiette e bruciando semafori, ti porta a Plaza Nueva o alla Gran Via de Colon, tutti ottimi punti di partenza per le passeggiate nella Granada vecchia.
Per la prima sera ci infiliamo intorno alla Cattedrale che e’ qualcosa di impressionante. Tutt’intorno stradine coperte da teloni completamente zeppe di negozi, negozietti, ciaffi di ogni genere e ristoranti. Dopo un lungo girovagare che ci porta davanti ad una meraviglia di banchetto di spezie di ogni genere (di cui riparleremo), scegliamo sotto suggerimento della Guida-Bibbia il ristorante “Sevilla” (che a Granada non sembrava promettere bene…).
La foto qui sopra l’ho fatta seduto al tavolo dove abbiamo cenato… In un angolo un chitarrista suonava melodie stupende e la cena e’ stata davvero superlativa. La migliore fin’ora di sicuro:
aperitivo di succo e polpa di Melone d’inverno spolverati di cannella da sorseggiare dentro bicchierini da liquore.
una splendida paella di altissimo livello.
due guduriosissimi dolci, il primo al “Platano” (ovvero banana) ma con sfoglie di zucchero caramellato croccanti infilzate dentro e polvere di cacao e uvetta, e il secondo, un “pan di spagna” (appunto) imbevuto di latte e cannella con accanto una mousse di yogurt e pera…
Beh, per ora basta… Andatevi ad asciugare la bavetta, tanto in ordine di importanza (prima i sacrificabili) faremo al nostro ritorno tentativi di cene spagnole, percio’ ATTENTI!