Ultimo giorno!

Mattina tremenda! E’ l’ultima e tra qualche ora entreremo nella pancia di una grossa nave che ci portera’ nuovamente a casa. Ci sono le valige da rifare, le cose da sistemare, i bagagli da organizzare per portarci in cabina il necessario… Non vorrei alzarmi dal letto, ma per fortuna il richiamo di Granja mi rincuora. La colazione mi sembra meglio di quella di ieri e la Boqueria ancora piu’ allettante! Compriamo di tutto: chili di Jamon Serrano, pacchi di Chorizos, frotte di Bottarga, cumuli di Tonno essiccato, mandrie di frutta secca… Simona riesce a trascinarmi via mentre contratto mezzo pesce spada… Decidiamo di portare la spesa in macchina e poi torniamo a girovagare tutta la mattina. Pranzo discutibile alla caffetteria del Corte Ingles dopo la visita d’obbligo alla Casa Batllo e ultimi acquisti per il viaggio.
L’ora s’avvicina… Ormai dobbiamo salutare barcellona e le sue meraviglie, ma con la promessa di tornare!
L’imbarco e’ sinistramente sgombro e facendo i biglietti apprendo che la nave ha un po’ di ritardo… Sono le 17.00, la aspettavamo per le 19.00, ma probabilmente arrivera’ alle 23.00… SIGH!
Il tempo scorre LENTISSIMO: con tante cose ancora da vedere potremmo tornare in giro per la citta’, ma come lasciare la macchina al porto piena di bagagli? Cosi’ aspettiamo… fino alle 2.00 di notte, ora in cui finalmente la nave, dopo aver caricato tutti, lascia gli ormeggi.
A bordo conosciamo dei ragazzi simpaticissimi anche loro in viaggio di nozze, con un bimbo piccolo bellissimo. Passiamo tutto il tempo insieme e ci salutiamo solo quando, recuperate le macchine a Civitavecchia, arriva l’ora di ripartire.
Il viaggio in nave e’ “allietato” da un pazzo cantante di pianobar che si produce in ogni orrida canzone del panorama musicale becero italiano trovando l’approvazione di un gruppo di anconetani che improvvisano dei balli di gruppo e delle sfide di karaoke surreali!

All’arrivo a casa il conta chilometri della C3 segna 4.000 km in piu’ dal momento della partenza.
Niente male!

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Barcellona, e due…

Grossa scoperta questa mattina, grazie alla fantasmagorica guida troviamo Granja, una specie di bar, caffe’, bistrot, alimentari… Pavimento di maiolica, tavolinetti di ferro con il piano di marmo e quest’anno festeggia i 128 anni di attivita’. All’ingresso un bancone da alimentari mostra dietro la vetrina meraviglie dolci e salate: torte, formaggi, latte, yogurt di capra, salumi, cornetti… Ho ancora l’acquolina in bocca solo a pensarci! Il Desayuno non puo’ che essere spettacolare, meglio di tutti forse e mi godo finalmente un “vaso de cafe’ con leche” come Dio comanda!
Usciamo e siamo a pochi passi dalla Boqueria, il mercato sulle Ramblas variopinto e pieno di ogni cosa. Pesce, frutta, frullati di frutta fresca fatti al volo, pane, Jamon Serrano in ogni angolo, formaggio, carne, dolciumi, dei canditi che mi sarei comprato anche il proprietario del banchetto! …qualcosa mi dice che domani prima di ripartire ci torniamo per qualche “souvenir”.
Tutta la mattina la passiamo fra la Rambla ed il Barrio Gotico, la Cattedrale e Plaza Reial dove ci fermiamo a pranzo da “Les Cinqe Nits” con un vento freddo fastidioso nonostante il sole. Non mangiamo affatto male e finalmente mi sparo una bella Sangria.
Nel pomeriggio Port Vell e nuovamente il Barrio con caffe’ nella piazzetta di Santa Maria del Mar, una chiesa gotica bellissima dove troviamo anche un matrimonio in corso…
Chiudiamo il pomeriggio con il museo di Picasso, bello piu’ di come lo ricordavo!
Al ritorno verso l’albergo sosta al Corte Ingles e da Fnac in Plaza Catalunya e poi solo due panini “para llevar” da mangiare per strada e finalmente la camera e il letto!

Barcellona, e uno…

Barcellona e’ bellissima e devo far vedere piu’ cose possibili a Simona… Ci alziamo con un po’ di calma e scendiamo a fare una buona colazione al bar sotto l’albergo. La giornata e’ bellissima anche se un po’ fresca e il giro comincia! In taxi a Parc Guell per una passeggiata fra le palme finte di pietra, i colonnati storti e colorati, le casette di marzapane e i ramarri variopinti di maiolica. Dall’alto c’e’ una bella visuale: si vede la Sagrada Familia, il porto, il mare, la teleferica per il Tibidabo…
ehm… ma la sapete l’origine del nome Tibidabo? NOOOOO!?!?!?
ok, excursus:
Il suo nome si rifa’ al Vangelo, quando Satana porta Gesu’ sulla cima di un monte da cui si gode un panorama sconvolgente e, nel tentativo di tentarlo, dice “ti daro’ tutto quello che vedi”. TI DARO’, appunto… in Latino Tibi Dabo. Come a dire che il panorama che si gode da lassu’ e’ pari a quello descritto nel Vangelo.
Bella e’?
Ok comunque intanto noi siamo gia’ di nuovo in taxi verso la Sagrada Familia, fotografata dentro e fuori, e poi a piedi su Passeig de Gracia ed a pranzo in un moderno bistrot con musica pop niente male, il “Qu – Qu”.
Nel pomeriggio shopping, che si conclude alla caffetteria del Corte Ingles, all’ultimo piano di un palazzo su Plaza Catalunya da cui si gode uno spettacolo da urlo! Dopo un break in albergo decidiamo per la cena “Les Quatre Gats”, ristorante storico di Barcellona famoso per essere stato ritratto da Picasso che lo frequentava spesso. Cena buona e posto che merita una visita!

Il museo Oceanografico e viaggio per Barcellona

Oggi, nonostante l’esperienza di ieri, ritentiamo la colazione dell’albergo, ma e’ davvero di plastica… Colpa mia che mi ostino a cercare di bere un caffe’… Comunque stamattina si va a visitare l’acquario gigantesco di Valencia, l’Oceanografic. Penso di aver scattato milioni di foto ed ho il terrore al solo pensiero di doverne selezionare un sottoinsieme per renderle accettabili agli incauti che vorrano vederle…
Il posto e’ incredibile, animali di ogni tipo che ti girano (o ti volano) intorno, acqua ovunque in forma di oasi, laghetti, oceani miniaturizzati e inimmaginabili acquari pieni di animali che hanno del mitologico!
Giriamo come matti fino allo sfinimento di gambe e di dito indice sempre piazzato sul pulsante di scatto della mia fedele D70 e confesso che mi si e’ anchilosata la palpebra dell’occhio da chiudere per scattare foto…
Dopo una mattinata cosi’ delle persone sane di mente si prenderebbero un bel pomeriggio di relax… e invece noi facciamo i bagagli, salutiamo Valencia e partiamo alla volta di Barcellona, l’ultima tappa del viaggio. Uscendo dalla citta’ non posso non tornare sul “luogo del delitto”, il porto, scenario di quei tre incredibili giorni di Aprile con Michele a guardare la Coppa America.
L’arrivo a Barcellona e’ curioso: e’ come se tornassi in Europa dopo un viaggio chissa’ dove. Siamo nel traffico di Roma, o di Napoli (non certo di Milano!) e ci accoglie una citta’ diversa da tutte le altre che ci hanno riempito gli occhi e il cuore in questi giorni. Arriviamo col fedele TomTom a plaza Urquinanona, omonima di un grattacielo (torre) di dubbio gusto che le da il nome. Il parcheggio e’ proprio li’ sotto e l’albergo di fronte in palazzetto stretto e alto incastonato in una bella via del centro. La hall e’ di… forse una decina di metri quadri compreso il bancone e l’ascensore fa dei rumori inquietanti che ci convinceranno a fare i nostri 4 piani di scale a piedi per tutta la durata della nostra permanenza! La camera e’ spaziosa e Simona sembra vederne solo i pregi (che non sono poi molti..) e la cosa mi conforta considerando che questo di Barcellona e’ il primo albergo prenotato e con largo anticipo… e forse il piu’ malridotto! 🙂
Ci fiondiamo lungo le Ramblas fra artisti di strada, venditori di animali, pittori, attori, fiorai… E’ piu’ bella di come me la ricordavo! Una cena al volo e un the caldo nel piacevole bar affianco all’albergo.