29˚ esame…

Storie di ieri… Riemerse da una casella di posta elettronica di un caro amico…
Era un 23 gennaio del 2004, a Roma:

Alba.
Dalle tapparelle ancora abbassate filtrano la luce arancione del sole che “rosseggia sui sette colli” e il rumore del traffico di viale Marconi.
Sono in pigiama nella penombra del salotto-camera da letto e indosso un paio di tod’s visto che al momento di fare la valigia ho dimenticato, come al solito, le pantofole… I pantaloni a quadrettoni verdi marroni e bianchi sono un po’ meno adatti a sedersi sulla sedia di legno dove mi trovo rispetto allo spessore che potrebbe dare un bel paio di jeans, ma tutto sommato dopo un po’ se dimentichi di avere delle chiappe non te ne accorgi…
Ho preso poco fa un caffé con Mario e Mary, i miei ospiti, e adesso che loro sono andati a lavoro la casa è silenziosissima e potrei tornare a dormire se volessi, ma dubito che lo farò… devo godermelo dall’inizio alla fine questo nuovo giorno… Devo assaporare con la dedizione di un sommelier ogni sfumatura di questo nuovo prelibato nettare…
Nello zaino invicta usato per trasportare libri dispense e appunti, protetto nell’involucro della calcolatrice, tengo nascosto quell’innocente fogliettino di carta copiativa che tanti n’addusse dolori agli achei…
In un lampo mi viene un dubbio atroce… Un sottile pensiero kafkiano… Con il dito indice che trema sul touch pad del portatile sposto il mouse sopra all’orologio di sistema per leggere “venerdì 23 gennaio 2004”… aahhh… Non è stato un bieco scherzo percettivo… E’ successo davvero…
E dunque potrei alzarmi e frugare nello zaino… Troverei un foglietto bianco, leggerissimo, impalpabile… aprendolo dalla doppia piegatura potrei leggere poche parole significative:
22 gennaio 2004, esame di Reti Logiche: ventiquattro/30.
Ho finito il 29° e ultimo esame.

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Einstein… non giocava a biglie!

Fonte: Wired.it

E anche questa volta Einstein non ha perso un colpo. Sono stati necessari  52 anni e 750 milioni di dollari per provarlo, come ricorda il New York Times, ma il risultato è quello che conta. E, in questo caso, è uno di quelli che faranno la storia: 4 palline che ruotando nello Spazio provano, anzi misurano, due effetti previsti dal genio nella sua Teoria della relatività generale. A dirlo è una missione della Nasa, Gravity Probe B, coordinata da Francis Everitt della Stanford University, il quale ha dedicato la sua intera carriera proprio a questo progetto. I risultati della missione saranno pubblicati su Physical Review Letters.

I due effetti misurati dal Probe sono quello geodetico, che prevede la curvatura dello spaziotempo intorno a un corpo, e quello di trascinamento (o frame-dragging), secondo il quale i corpi rotanti trascinano lo spaziotempo che li circonda. “ Abbiamo messo alla prova l’Universo di Einstein” – ha scherzato Everitt “ ed Einstein è sopravvissuto”. Si tratta di due fenomeni infinitesimali, lo stesso Einstein scriveva che “ la loro magnitudine è talmente piccola che confermarli in un laboratorio non è neanche immaginabile”.

Eppure, a qualcuno l’idea di confermarli è venuta. Era il 1959 quando è stato ideato per la prima volta l’esperimento, anche se la tecnologia necessaria alle misurazioni non esisteva e l’essere umano non era ancora neppure andato nello Spazio. Finalmente, nel 2004 tutti i tasselli sono andati al loro posto: il 20 aprile, la sonda Probe viene lanciata nello Spazio con quattro giroscopi costruiti ad hoc: quattro sfere di quarzo (gli oggetti più sferici mai realizzati da mano umana) rivestite in niobio, un elemento superconduttore (nel quale gli elettroni possono fluire per sempre senza perdere energia); per 17 mesi, queste palline hanno orbitato intorno alla Terra, all’interno di un contenitore di piombo, in modo da essere isolate e non risentire di altre influenze. Quando le palline hanno cominciato a girare, gli elettroni hanno funzionato come un puntatore magnetico.

Una volta ottenuti i dati, ci sono voluti ben cinque anni per poterli analizzare correttamente e separare i segnali spuri, dovuti alla carica elettrica presente sulle sfere, da quelli utili. Ma, alla fine i ricercatori sono riusciti a stabilire che la direzione dell’asse dei giroscopi avevano subito una variazione di alcune, dimostrando gli effetti predetti da Einstein.

Un lavoro eroico secondo, Everitt. Tanto quanto quello che il ricercatore ha dovuto fare per ottenere i finanziamenti necessari alla conclusione delle ricerche. Una volta scaduta la borsa messa a disposizione dalla Nasa, Everitt ha bussato alla porta del finanziere Richard Faribank (figlio di uno dei fondatori del progetto), poi è stata la volta di Turki al-Saud, ex-studente di Stanford e ora direttore di un istituto di ricerca della King Abdulaziz City for Science and Technology. Qui Everitt ha ottenuto gli ultimi 2,7 milioni di dollari, raggiungendo il totale impressionante di 750 milioni.

E il primo scoglio se ne va…

Sono sveglio alle nove nonostante abbia deciso di riposarmi dopo la fatica di sei giorni di torture chimiche. Sono sveglio a quest’ora improbabile perché mi sono rotto le palle di dormire fino a tardi mentre fuori pazzi scatenati fanno guerre sante per l’oro nero… Oltretutto da sei giorni le notizie sul mondo esterno sono state frammentarie e vaghe nel mondo ovattato dello studente disperato in corsa per un esame assurdo…
Questa mattina la dedico al recupero di un briciolo di informazioni (quelle che la televisione del nostro piccolo “regime” milanese ci propina) per conoscere che succede intorno a me…

Tanto per cominciare quindi un link volante che ho letto proprio un attimo fa…

Michael Moore “Gli affari di Bush e Osama”

Gli sgoccioli

ok, ci siamo… tra poche ore (24 per l’esattezza) mi aspetta la zoccola di chimica… aula 5 ore nove… il terrore corre sul filo… ancora una giornata di esercizi per cercare di sopravvivere all’esame più palloso fatto fin’ora e poi 3 ore per la vita… E così anche oggi mi piazzo qui davanti alla finestra, col temibile palazzone grigio difronte, il cane da balcone, il corvo bastardo (che ancora non vedo) e il sole che fa capolino dietro le terrazze abusive ricordandomi che ho una coolpix nuova di pacca e ancora non ha visto la luce del sole…
Ora vado a fare colazione per perdere ancora qualche minuto visto che non mi va di mettermi sui libri e poi non mi resta che spegnere il povero computer, smontarlo dalla scrivania e sostituirlo con il terribile SILVESTRONI… Si perché potrei andare a studiare in soggiorno, ma il secco dorme spalmato sul divano visto che ha lasciato da lunedì la casa per andare a napoli e poi non ci va prima di giovedì e già venerdì è dinuovo a roma… ma questa è un’altra storia…

buona giornataaaaaaaa….