Il museo Oceanografico e viaggio per Barcellona

Oggi, nonostante l’esperienza di ieri, ritentiamo la colazione dell’albergo, ma e’ davvero di plastica… Colpa mia che mi ostino a cercare di bere un caffe’… Comunque stamattina si va a visitare l’acquario gigantesco di Valencia, l’Oceanografic. Penso di aver scattato milioni di foto ed ho il terrore al solo pensiero di doverne selezionare un sottoinsieme per renderle accettabili agli incauti che vorrano vederle…
Il posto e’ incredibile, animali di ogni tipo che ti girano (o ti volano) intorno, acqua ovunque in forma di oasi, laghetti, oceani miniaturizzati e inimmaginabili acquari pieni di animali che hanno del mitologico!
Giriamo come matti fino allo sfinimento di gambe e di dito indice sempre piazzato sul pulsante di scatto della mia fedele D70 e confesso che mi si e’ anchilosata la palpebra dell’occhio da chiudere per scattare foto…
Dopo una mattinata cosi’ delle persone sane di mente si prenderebbero un bel pomeriggio di relax… e invece noi facciamo i bagagli, salutiamo Valencia e partiamo alla volta di Barcellona, l’ultima tappa del viaggio. Uscendo dalla citta’ non posso non tornare sul “luogo del delitto”, il porto, scenario di quei tre incredibili giorni di Aprile con Michele a guardare la Coppa America.
L’arrivo a Barcellona e’ curioso: e’ come se tornassi in Europa dopo un viaggio chissa’ dove. Siamo nel traffico di Roma, o di Napoli (non certo di Milano!) e ci accoglie una citta’ diversa da tutte le altre che ci hanno riempito gli occhi e il cuore in questi giorni. Arriviamo col fedele TomTom a plaza Urquinanona, omonima di un grattacielo (torre) di dubbio gusto che le da il nome. Il parcheggio e’ proprio li’ sotto e l’albergo di fronte in palazzetto stretto e alto incastonato in una bella via del centro. La hall e’ di… forse una decina di metri quadri compreso il bancone e l’ascensore fa dei rumori inquietanti che ci convinceranno a fare i nostri 4 piani di scale a piedi per tutta la durata della nostra permanenza! La camera e’ spaziosa e Simona sembra vederne solo i pregi (che non sono poi molti..) e la cosa mi conforta considerando che questo di Barcellona e’ il primo albergo prenotato e con largo anticipo… e forse il piu’ malridotto! 🙂
Ci fiondiamo lungo le Ramblas fra artisti di strada, venditori di animali, pittori, attori, fiorai… E’ piu’ bella di come me la ricordavo! Una cena al volo e un the caldo nel piacevole bar affianco all’albergo.

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La citta’ delle arti e della scienza

La sveglia suona, e ci alziamo abbastanza tardi da rischiare di non fare colazione (e col senno di poi sarebbe stato meglio!). Oggi il progetto e’ di visitare la Ciutat de las Ciencias y las Artes di Calatrava. Ci arriviamo dopo una breve passeggiata tra grattacieli di dubbio gusto, ma quando ti ci trovi davanti lo spettacolo e’ incredibile! Non ci facciamo mancare nulla: visita all’Hemispheric, film iMax, museo della scienza con i suoi giochi di luce, effetti ottici, sonori, Desafio con tanto di albero e vele, un pendolo di Focault… Distrutti ci riprendiamo con una “buona” horciata davanti ad una delle piscine all’aperto e chiudiamo la giornata con una passeggiata sotto l’Umbracle.

Si va a Valencia

L’ultima colazione a Cordoba proprio dietro la Mezquita non e’ affatto come la Routard (colpa nostra che gli diamo retta) ce la descrive… Per fortuna il panorama e’ sempre splendido e la cosa passa in secondo piano. Oggi ci aspettano un bel po’ di chilometri: si va a Valencia. Partiamo presto e il viaggio e’ lungo ma piacevole e quasi (dico QUASI) senza accorgerci della strada fatta, alle 16.00 siamo a Valencia!
Tralascio i dettagli sul fatto che sulle mappe di Google l’albergo sembrava essere al centro, e invece era nel quartiere della Ciutat… Comunque sia tutto sommato la camera non e’ male e Calatrava e’ a due passi… Mentre per il centro si prende il taxi, cosa che facciamo decidendo di passare la serata nella citta’ vecchia bevendo Horciata, mangiando Farton e altri dolciumi misteriosi finche’ non ci fermiamo per cenare al “Palacio de la Bellota”, un ristorante suggerito dalla guida che non tradisce le aspettative: non possono farci la Paella dato che a Valencia c’e’ una feria e nei periodi di affollamento non la preparano per evitare di dover abbassare la qualita’ a causa della quantita’… un punto a favore!